Psiche

Gli 8 mali oscuri delle donne

di Francesca Amé
Attacchi d'ansia e di panico sono tra i disturbi psichici che maggiormente affliggono le donne, ma non sono gli unici.

 

Attacchi d'ansia e di panico sono tra i disturbi psichici che maggiormente affliggono le donne, ma non sono gli unici.

Attacchi d’ansia e di panico sono tra i disturbi psichici che maggiormente affliggono le donne, ma non sono gli unici.

Attacchi d’ansia e di panico sono solo alcuni dei principali disturbi che affliggono la mente delle donne. «I principali pericoli che mettono a repentaglio la nostra incolumità non arrivano dall’esterno, ma da noi stessi», ha detto Giampaolo Perna, direttore del dipartimento del Cedans, il Centro Europeo per i disturbi d’ansia ed emotivi di Milano che elenca gli 8 disturbi psichici più comuni nel genere femminile.

 

1.ATTACCHI DI PANICO : ne soffre il 70% della popolazione femminile, con un’intensità due o quattro volte maggiore rispetto a quella degli uomini. I singoli attacchi durano una decina di minuti, durante i quali aumenta a dismisura la sudorazione, ci si sente soffocare, aumentano anche le palpitazioni, la salivazione e il senso di oppressione. Utile la terapia psicologica.

2.DEPRESSIONE: ne è colpita il 20% delle donne, può essere determinata da fattori biologici ed ereditari o da elementi psicologici. La depressione clinica non è un episodio di malumore o un periodo di cattiva disposizione verso il mondo ma il perdurare dell’umore depresso e soprattutto la perdita di piacere e d’interesse per ciò che prima era allettante. Di solito è accompagnata da stanchezza, affaticamento, mancanza di energie. Fondamentale la diagnosi precoce e la terapia farmacologica e psicologica.

3.BABY-BLUES: è la malattia delle neomamme, ne soffre il 70% delle donne che ha partorito e si tratta di uno stato depressivo che sopraggiunge nei primi giorni dopo il parto e dura circa due o tre settimane. È scaturito perlopiù dallo scompenso ormonale (diminuzione repentina di ossitocina, l’ormone della felicità, rilasciato in gravidanza) e dallo stato di veglia e tensione cui è sottoposta la madre: di solito il baby-blues regredisce da solo. Migliora infatti con il riposo e sollevando la mamma dalle tante incombenze cui è sottoposta, dandole occasione di riposarsi e svagare.

4.DEPRESSIONE POST PARTUM: del 70% di neomamme che subiscono, per almeno un paio di giorni, la baby-blues, il dieci per cento del campione affonda invece nella vera e propria depressione post-partum. Si tratta di una patologia seria, da trattare farmacologicamente, perché inibisce la mamma nella cura e nell’attenzione verso il neonato. I casi gravi di depressione post-partum portano al maltrattamento o incuria totale del bambino (verso il quale la madre prova indifferenza e apatia): nei casi più gravi si arriva anche all’infanticidio o al tentativo di uccisione del neonato.

Il 70% delle neomamme sprofonda nella depressione post partum.

Il 70% delle neomamme sprofonda nella depressione post partum.

5.DISTURBO BIPOLARE: dati recenti dimostrano che questa patologia colpisce sempre più le giovani (con un’età media di comparsa dei primi sintomi già ai 17/18 anni): ogni persona è un caso a sé, ma generalmente le persone che soffrono di questo disturbo alternano eccitamento (che dà luogo a manìe varie) alla totale inibizione e chiusura al mondo. È importante anche in questo caso la diagnosi precoce e la collaborazione della malata a farsi curare con farmaci, nelle fasi acute, e poi con psicoterapia. E’ una malattia psichica invalidante, ma se tenuta sotto controllo permette una vita normale (scuola, inserimento lavorativo, affetti).

6. ANORESSIA: di anoressia nervosa soffre l’1% della popolazione italiana, soprattutto ragazze, adolescenti e preadolescenti: la patologia si manifesta con l’iniziale paura o ossessione di ingrassare e il rifiuto del cibo fino ad arrivare alla malnutrizione o all’inedia, con gravi mutamenti ormonali e metabolici (tipica la scomparsa del ciclo mestruale). Sono allo studio vari trattamenti (farmacologici, nutrizione alimentata, supporto psicologico), ma la migliore arma rimane la prevenzione e la diagnosi precoce di un atteggiamento anoressico nelle ragazzine.

La bulimia è diffusa tanto quanto l'anoressia, specie nelle giovani donne.

La bulimia è diffusa tanto quanto l’anoressia, specie nelle giovani donne.

7. BULIMIA: come l’anoressia è un disturbo alimentare psicogeno e risulta altamente recidivo. In base agli studi, una paziente su 4 torna a soffrire di questi disturbi del campo alimentare dopo il trattamento e la cura. La persona bulimica ingurgita, spesso con voracità, velocità e di nascosto, una quantità eccessiva di cibo (perlopiù fuori dai pasti principali) e si adopera in ogni modo per non metabolizzare quanto ingerito. Vomito autoindotto, abuso di lassativi e purghe, digiuni protratti, regime alimentare sregolato sono caratteristici di un atteggiamento bulimico.

8. DISTURBI POST-TRAUMATICI: con questo termine si indicano le forti sofferenze psicologiche che derivano di un trauma molto forte (aggressione, violenza, choc dopo un incidente in auto). Ne soffre circa il 6%  delle donne in Italia e si manifestano con incubi, ansia diffusa, flash-back dell’evento traumatico che disturbano l’attenzione diurna, insonnia. La psicoterapia può essere molto efficace.

 

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , , , Data: 28-10-2014 03:04 PM


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