PREVENZIONE

Omega 3, tra verità e falsi miti

di Antonella Rossi
Secondo uno studio cinese aiutano a prevenire il tumore al seno. Ma è lo stile di vita a fare la differenza.
Omega 3.

Omega 3. Secondo una ricerca cinese, consumare Omega 3 di origine animale diminuirebbe del 5% il rischio di ammalarsi di tumore al seno. (Thinkstock)

Si parla sempre più spesso di omega-3 e dei loro benefici sull’organismo. Negli ultimi anni numerose ricerche scientifiche hanno analizzato la capacità di queste sostanze di diminuire il rischio di sviluppare tumori. L’ultima novità arriva da uno studio condotto dall’Università cinese di Zhejiang e pubblicato sul British Medical Journal. Secondo i ricercatori, consumare omega-3 di origine animale diminuirebbe del 5% il rischio di ammalarsi di tumore al seno. Per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe assumere 1-2 porzioni a settimana di pesce grasso, come salmone, tonno o sardine.
MEGLIO QUELLI DI ORIGINE ANIMALE
Lo studio cinese è il risultato di una metanalisi condotta comparando i dati di ventisei ricerche precedenti effettuate in Europa, Asia e Stati Uniti, per un totale di 20mila casi di tumore al seno analizzati. La ricerca ha preso in considerazione i principali tipi di omega-3, separando quelli di origine vegetale da quelli di derivazione animale. Dati alla mano, sarebbero proprio questi ultimi ad aiutare nella prevenzione della malattia. La prudenza però è d’obbligo, soprattutto quando si ha a che fare con patologie così gravi.
NUMEROSI EFFETTI BENEFICI
Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi, presenti in diversi alimenti, tra cui pesce azzurro, crostacei, noci e oli vegetali come, ad esempio, quello di lino. Sono coinvolti in molti processi fondamentali del nostro organismo, come il corretto funzionamento del sistema immunitario e nella trasmissione chimica degli impulsi cerebrali. È però il sistema cardiocircolatorio a trarre maggior giovamento dalla loro presenza, perché gli omega-3 riducono i trigliceridi, grassi presenti nel sangue, prevenendo così le malattie cardiovascolari.
L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE
«Gli omega-3 giocano certamente un ruolo importante nella prevenzione di molte malattie, ma è bene precisare che non è la singola molecola a determinare il rischio di ammalarsi o meno», ha spiegato a Letteradonna.it  Pietro Antonio Migliaccio, medico nutrizionista e presidente della SISA, Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. «Quello che conta davvero è lo stile di vita, e la dieta mediterranea è il miglior stile di vita possibile. Basti pensare che l’alimentazione incide per il 30% sul rischio di ammalarsi», prosegue l’esperto. Queste sostanze, dunque, sono indispensabili per la nostra salute, purché inserite in un regime alimentare sano, che preveda l’assunzione di tutti i nutrienti necessari all’organismo. Quando si parla di omega-3, inoltre, è importante tener presente che sono solo quelli contenuti negli alimenti ad apportare dei reali benefici alla nostra salute, mentre sarebbero inefficaci se assunti sotto forma di integratori. Lo dice anche la scienza. «L’ultima conferma, in ordine di tempo, arriva da una ricerca italiana condotta dall’Istituto Mario Negri di Milano e pubblicata sul New England Journal Medicine», aggiunge Pietro Antonio Migliaccio. Lo studio, effettuato su 12mila pazienti seguiti per cinque anni, ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di un grammo di omega-3 (dose spesso consigliata quando si tratta di integratori), non comporta nessun tipo di vantaggio per l’organismo, a differenza di quelli presi con l’alimentazione.

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Publicato in: Cure dolci Argomenti: , , , Data: 30-08-2013 09:51 AM


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