ALLARME

Vista: occhio al rischio indigestione digitale

di Simona Peverelli
Non abusare di smartphone, tablet e pc (anche in vacanza). I consigli utili per grandi e piccini.
Malati digitali. La tecnologia non si abbandona anche in vacanza, ma bisogna prestare attenzione di non mettere troppo sotto sforzo la vista. (Thinkstock)

Ossessione digitale. La tecnologia non si abbandona neanche in vacanza, ma bisogna prestare attenzione di non mettere troppo sotto sforzo la vista. (Thinkstock)

Arriva l’estate, il mare e il sole, l’ora di staccare la spina dopo un anno di lavoro. Ma dobbiamo ammetterlo, proprio non riusciamo a fare a meno dei nostri smartphone, tablet e compagnia bella. Altro che isola deserta, dobbiamo essere sempre connesse, collegate e informate, così anche sotto l’ombrellone ci ritroviamo con gli occhi fissi sullo schermo.
PERICOLO ‘OVERDOSE’ DIGITALE
Ma attenzione, perché dopo un lungo inverno passato davanti al pc in ufficio, e poi in pausa, a casa e fuori casa con la testa china sulle nostre diavolerie tecnologiche, il rischio è quello di fare un’indigestione digitale, soprattutto se perseveriamo anche in vacanza. A dirlo sono gli specialisti, che avvisano: la tecnologia, anche se non mette in pericolo la vista, la affatica. Sotto accusa la durata delle sessioni di lavoro e le diverse dimensioni dello schermo, ma anche la distanza. Tutte queste condizioni, se associate con alcune problematiche della vista, «possono mettere in sofferenza la salute dell’occhio, causando la secchezza e accentuando lievi problemi della messa a fuoco», spiega Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi).
MESSA A FUOCO A RISCHIO E OCCHIO SECCO
«L’occhio di ognuno di noi mette a fuoco a distanza differente con automatisimi molto soggettivi. L’uso dei tablet e degli smartphone cambia questa distanza anche di diversi centimetri. Tutto ciò  può accentuare qualche piccola difficoltà visiva», prosegue l’esperto. Così, chi ha intenzione di portarsi in vacanza il lavoro nel suo pc o continuare a usare il tablet anche in riva al mare dovrà tener conto che questi dispositivi riducono il numero di ammiccamenti della palpebra, e quindi anche la lubrificazione dell’occhio. Si tratta del disturbo dell’occhio secco, un fastidio di cui soffre il 50% delle donne over 45. Come spiega l’esperto, per rimediare si può utilizzare un buon collirio.
NESSUN PERICOLO PER I PIÚ PICCOLI
E i bambini? Certi bimbi nascono con il tablet in mano, ce lo rubano e non ci chiedono neanche come funziona, perché loro sono i figli delle tecnologia, loro sono ‘smart’. Secondo l’oftalmologo, non c’è motivo di preoccuparsi, perché «esattamente come la tecnologia 3D al cinema, neanche i dispositivi di cui parliamo danneggiano la vista e sono innocui anche per gli occhi dei bimbi». Anzi, far vedere un film di questo tipo, secondo lo specialista può essere un test per capire se c’è qualcosa che non va: «Se il piccolo inforca gli occhialini e non riesce a vedere in 3D è un segnale che possono esserci dei disturbi oculari. Allo stesso modo, conclude il presidente del Soi, «anche l’ipad o lo smartphone possono aiutare i genitori ad accendere un campanello d’allarme che li spinga a far visitare i figli».

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , , Data: 01-08-2013 09:48 AM


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