S.O.S SALUTE

Sigarette elettroniche, verità e falsi miti

di Silvia Soligon
Le e-cig, bandite dalle scuole, sono al centro del dibattito. E c'è un perché.
Sigarette elettroniche. Le sigarette elettroniche spaccano l'opinione pubblica, ma in attesa di nuovi studi le e-cig sono bandite dalle scuole.

Sigarette elettroniche. Le sigarette elettroniche spaccano l’opinione pubblica, ma in attesa di nuovi studi sono bandite dalle scuole.

Sigarette elettroniche al centro del dibattito. I dubbi e le perplessità sulle e-cig sono sempre più numerosi e l’opinione pubblica è spaccata: molti fumatori si dichiarano entusiasti di questo nuovo strumento per la lotta contro il fumo; ma non manca chi esprime perplessità sulla sua sicurezza.
LA POSIZIONE UFFICIALE DEL CSS
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non esistono prove scientifiche né della sua efficacia, né dell’assenza di rischi. Il Consiglio Superiore di Sanità (Css) ha recentemente concluso che «allo stato delle conoscenze» non ci sono «sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali ‘per funzione’». I dubbi, quindi, restano e, per il momento, il Css raccomanda che l’uso della sigaretta elettronica sia evitato durante gravidanza e allattamento e nelle scuole, in modo da evitare di «esporre la popolazione scolastica a comportamenti che evocano il tabagismo».
Ma potrebbe davvero trattarsi di una minaccia per la salute pari, se non addirittura superiore, alle classiche bionde?
INGREDIENTI COMUNI
«Di sicuro c’è una differenza tra la vecchia sigaretta e quella elettronica», spiega a Letteradonna.it Cosimo Colasanto, giornalista scientifico e autore del libro Come smettere di fumare con la sigaretta elettronica (Editori Internazionali Riuniti). «I tre ingredienti principali sono molecole già note all’industria farmaceutica: glicole propilenico, glicerina e aromi comunemente utilizzati nell’industria alimentare. A volte si finisce col fumare solo acqua distillata, come nel caso della e-cig sperimentata all’Istituto europeo di oncologia di Milano per aiutare i pazienti malati di tumore, che hanno avuto un infarto o che devono abbandonare immediatamente l’uso del tabacco».
UN AIUTO NON ESENTE DA RISCHI
Non tutte le sigarette elettroniche sono, però, uguali. In passato alcuni controlli hanno svelato la presenza di sostanze dannose, in particolare benzene, in alcune ricariche per e-cig prodotte in Cina. «Sono gli stessi distributori a chiedere misure e controlli più severi», spiega Colasanto, sottolineando che «i liquidi sono prodotti per la maggior parte in Italia da aziende certificate». Resta, però, il pericolo della dipendenza da nicotina, presente in alcuni dei liquidi attualmente in commercio. «Il rischio è di inalarne ancora di più. Tutto dipende dal livello di nicotina scelto nella sigaretta elettronica rispetto a quella che si fumava tradizionalmente, dall’assorbimento e dalla frequenza con la quale si inala».
ATTENZIONE AL FUMO ELETTRONICO PASSIVO
Alcuni studi stanno analizzando anche cos’è contenuto nel fumo passivo della sigaretta elettronica. Un aspetto non trascurabile, dato che tra le voci che circolano insistentemente c’è quella dell’estensione del vietato fumare nei luoghi pubblici anche alle e-cig. Per il momento in Italia rimane solo il divieto di vendita ai minori di 18 anni. Il Css ha, però, invitato il Ministero della Salute a regolamentare pubblicità ed etichettatura e a istituire un sistema di monitoraggio per rilevare la comparsa di eventuali effetti collaterali, incluso il sovradosaggio da nicotina.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , Data: 12-06-2013 10:40 AM


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