STUDIO

Artrite reumatoide, nicotina vietata

di Alma Pantaleo
Le donne che fumano rischiano il doppio. A dirlo una ricerca svedese.
Artrite. Una ricerca svedese dimostra  Il vizio del fumo non va d’accordo con l’artrite reumatoide. I pazienti con la passione per le «bionde» peggiorano il tono dei loro muscoli. (Thinkstock)

Artrite reumatoide. Una ricerca svedese dimostra che il vizio del fumo non va d’accordo con l’artrite reumatoide.   (Thinkstock)

L’artrite reumatoide è una patologia che pone molti interrogativi, soprattutto riguardo alle cause scatenanti. Ma c’è un aspetto ormai chiaro su questa malattia infiammatoria che colpisce articolazioni, muscoli, tendini e altri tessuti del corpo: la correlazione tra l’artrite reumatoide e il fumo, in particolare se a fare uso di nicotina è la donna. A confermare questa tesi è uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Research & Therapy e condotto dal prestigioso Karolinska Institutet e Karolinska University Hospital. Secondo i ricercatori svedesi, infatti, le donne che fumano hanno il doppio di probabilità di sviluppare la malattia.
LO STUDIO SU PIÙ DI 34 MILA DONNE
Lo studio si è basato sui dati di 34.101 donne di età compresa tra 54 e gli 89 anni, 219 delle quali già soffrivano di artrite reumatoide. Comparando i dati raccolti è emerso che chi fumava fino a sette sigarette al giorno aveva più del doppio della probabilità di ammalarsi rispetto alle non ‘smokers’.
I DANNI A LUNGO TERMINE
Ma smettere di fumare non limitava i rischi. I ricercatori hanno, infatti, scoperto che anche a 15 anni di distanza dal momento in cui alcuni soggetti avevano rinunciato alle sigarette, il rischio di contrarre l’artrite reumatoide era quasi due volte più elevato tra gli ex fumatori rispetto a chi non aveva mai toccato una ‘bionda’. Nonostante ciò, se si rinuncia al fumo la probabilità di ammalarsi tende a diminuire nel tempo: si è riscontrato, per esempio, che dopo i 15 anni di astensione il rischio artrite reumatoide si riduceva del 30%, rispetto a chi aveva smesso di fumare da un anno.
MALATTIE AUTOIMMUNI
Secondo Guido Valesini, professore ordinario di Reumatologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia presso la Sapienza di Roma, quello affrontato dall’equipe svedese «è un aspetto relativamente nuovo e molto interessante per due motivi: in primis perché può indurre i soggetti con familiarità di artrite reumatoide a non adottare il vizio del fumo, in secundis perché ci dimostra che le malattie autoimmuni possono dipendere anche da fattori ambientali».
LE DONNE PIÙ VULNERABILI
Come conferma l’esperto a LetteraDonna.it, «il risultato di questo studio conferma poi che il fumo fa male non solo ai polmoni, ma anche ai tessuti lontani da quest’organo. Se si evita la sigaretta, nei soggetti con familiarità il rischio rimane solo genetico e le possibilità di ammalarsi sono considerevolmente ridotte». E sull’incidenza maggiore dell’artrite reumatoide riscontrata nelle donne, Guido Valesini specifica: «Le donne sono più vulnerabili, subiscono molto di più l’autoimmunità».
PERCHÉ SMETTERE DI FUMARE
Insomma, il legame tra una malattia insidiosa e spesso invalidante come l’artrite reumatoide – che si manifesta con dolori, gonfiori, calore, rigidità e che spesso porta perfino alla deformazione delle articolazioni – e il fumo, è un ulteriore incentivo a buttar via il pacchetto di sigarette una volta per tutte. Donne avvisate, ossa salvate.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , Data: 14-05-2013 10:23 AM


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