STUDIO

Menopausa, prevederla si può

di Alma Pantaleo
Una ricerca Usa ha scoperto un metodo. I casi in cui è davvero utile saperlo. E quando no.
Menopausa. Una ricerca Usa è riuscita a prevedere la menopausa di un gruppo di donne, analizzate per ben 11 anni.

Un gruppo di ricercatori dell’Ucla sono riusciti a prevedere la menopausa di un gruppo di 554 donne, analizzate per ben 11 anni. (Thinkstock)

Prevedere l’età della menopausa oggi è possibile. Questo è quanto sostengono i ricercatori dell’Ucla (University of California, Los Angeles). In uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, sono riusciti a determinare in anticipo il periodo di entrata in menopausa di un gruppo di donne. Un calcolo, questo, che aiuterebbe a prevenire tutta quella serie di disturbi e scompensi tipici di questa delicata fase della vita femminile.
LO STUDIO SU UN CAMPIONE DI 554 DONNE
Gli studiosi californiani hanno eseguito una ricerca esaminando per un undici anni un campione di 554 donne di diversa nazionalità (caucasica, afro-americana, ispanica, cinese e giapponese), di età compresa tra i 42 ed i 53 anni e che presentavano utero e ovaie in buona salute.
IL MONITORAGGIO DEGLI ORMONI
Per individuare il lasso di tempo che divideva le donne dalla menopausa, gli scienziati hanno monitorato i livelli di alcuni ormoni: l’estradiolo (E2) prodotto dalle ovaie, e l’ormone follicolo stimolante (FSH) che viene rilasciato dalla ghiandola pituitaria e regola il rilascio degli ovuli. I livelli di questi ormoni, infatti, tendono a cambiare solitamente circa due anni prima il termine del ciclo mestruale.
IL CAMBIAMENTO IN MENOPAUSA
Il risultato? I ricercatori hanno verificato cambiamenti significativi dei due ormoni in alcune donne sottoposte all’indagine e sono giunti, quindi, alla conclusione che quelle pazienti sarebbero entrate in menopausa da lì a due anni. Come ha dichiarato Gail Greendale, professore di medicina della divisione di geriatria presso la David Geffen School of Medicine dell’UCLA, che ha guidato la ricerca: «Essere in grado di stimare quando si manifesterà la menopausa è indispensabile per prevenire alcuni problemi tipici di questa fase come l’osteoporosi che affligge molte persone».
UNO STUDIO UTILE
Moreno Dindelli, medico della divisione di Ginecologia del San Raffaele di Milano, fa delle precisazioni sullo studio californiano: «Non è la prima volta che sentiamo di studi del genere. Solitamente risultano molto utili soltanto qualora la paziente abbia problemi di salute o patologie particolari perché, come è ovvio, la menopausa con i suoi disturbi ne potrebbe peggiorare le condizioni» e spiega a Letteradonna.it. Per quanti riguarda le donne senza particolari problemi di salute invece, «non è molto utile per capire se una quarantenne, ad esempio, si ammalerà di osteoporosi, perché le conseguenze della menopausa non si possono prevedere con un anticipo di due anni dato che si manifestano nell’arco dei dieci anni successivi la fine del ciclo mestruale», sostiene l’esperto.
PREVENZIONE PER I CASI PIÙ DELICATI
Insomma, questo studio mostra ancora qualche limite legato alle dimensioni del campione di donne prese in considerazione e al monitoraggio poco frequente dei livelli ormonali, ma può  rappresentare un passo in avanti soprattutto per quelle pazienti con patologie preesistenti, perché vivano più serenamente il periodo della menopausa.

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Publicato in: Fertilità Argomenti: , , , Data: 07-05-2013 09:54 AM


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