SPERIMENTAZIONI

Dimagrire con l'agopuntura psicologica

di Alma Pantaleo
A dirlo uno studio australiano. Con la pratica dell'Eft, si correggerebbero i disordini alimentari.
La tecnica dell'EFT

La tecnica dell’EFT aiuta a incoraggiare la perdita di peso, secondo un recente studio australiano.

Perdere peso con l’agopuntura adesso si può. Almeno secondo quanto affermato da uno studio della Bond University. I ricercatori australiani, guidati dalla psicologa clinica Peta Stapleton, hanno utilizzato una particolare tecnica di gestione delle emozioni, la EFT (Emotional Freedom Techniques) spesso utilizzata nel trattamento di problemi psicologici ed emozionali, per incoraggiare la perdita di peso agendo sul desiderio incontrollabile di cibo. Un trattamento che, per quanto dagli studiosi sia ritenuto efficace per ritrovare forma e serenità, lascia ancora perplessi gli specialisti italiani che conoscono poco effetti e reali vantaggi dell’EFT applicata ai disturbi alimentari.
L’EFT E I DISTURBI ALIMENTARI
Ma cos’è questa Emotional Freedom Techniques? È una pratica che prevede il tocco di determinati punti del corpo mentre il paziente si concentra su uno specifico problema, ma a differenza della tradizionale agopuntura non utilizza aghi o altri strumenti. Il motivo per cui risulti efficace anche per correggere disordini legati al cibo è ben comprensibile.
ALLA BASE MOTIVI PSICOLOGICI
Peta Stapleton ritiene che nella maggior parte dei casi l’origine dei disturbi alimentari e del peso sia non di carattere fisiologico, ma prettamente emotivo e psicologico. «Molti degli attuali programmi di perdita di peso non pongono l’accento sull’elemento psicologico dei comportamenti di dipendenza», spiega la psicologa clinica.
LO STUDIO SU 40 VOLONTARI
Nel suo studio, l’esperta ha riscontrato che con il tocco di determinati punti, mentre i 40 volontari coinvolti nello studio – dell’età media di 18 anni e che presentavano problemi di sovrappeso e obesità – si concentravano nel non cedere alla tentazione del cibo, si ottenevano risultati che si protraevano nel tempo.
PERDITA DI PESO CERTIFICATA
I pazienti che hanno partecipato ai test, infatti, hanno perso in media 2 chili di peso. Ma non finisce qui. Non solo a distanza di un anno la voglia di cibo non è riapparsa, ma i partecipanti allo studio sono stati capaci di sfruttare la tecnica per controllare altre aree del comportamento personale (ridurre gli stati di tensione e stress, e agire contro il vizio del fumo).
UNA TECNICA POCO CONOSCIUTA
Una sperimentazione, quella della Bond University, molto interessante che ha spinto Peta Stapleton a suggerire che l’agopuntura psicologica venga inclusa e affiancata alle diete per aiutare a perdere peso. Tuttavia questa particolare applicazione dell’EFT è ancora poco conosciuta qui in Italia dove gli specialisti non se la sentono ancora di promuoverla a pieni voti.
NON ANCORA CHIARI I BENEFICI
Come spiega a Letteradonna.it Andrea Fossati, professore di psicologia clinica della Lumsa di Roma: «L’EFT ha avuto uno studio di efficacia che non permette di assolutizzarne i benefici: il campione preso in esame e i criteri di reclutamento dei soggetti non sono chiarissimi e tantomeno lo sono i vantaggi rispetto ad altre tecniche di potenziamento della regolazione emotiva. Inoltre non è chiaro quanto il metodo sia efficace a lungo termine».
NECESSARIE ULTERIORI SPERIMENTAZIONI
Secondo l’esperto, infatti, ridurre il tutto a un metodo singolo per la regolazione delle emozioni attraverso una tecnica ispirata all’agopuntura può essere «un po’ semplicistico». Tuttavia, specifica Andrea Fossati, «non si può mettere in dubbio il fatto che quello dell’EFT è un metodo che ha il vantaggio di avere prove di efficacia». Insomma la tecnica dell’agopuntura psicologica, prima di essere valutata positivamente nel caso specifico dei disturbi alimentari, necessita di ulteriori sperimentazioni.
LA RICERCA CONTINUA
Proprio per questo Peta Stapleton, che ha già pubblicato tre documenti accademici presentati a convegni nazionali e internazionali, ora è alla ricerca di partecipanti che presentino un indice di massa corporea superiore a 25, od obesi (con un BMI dai 30 in su) e che manifestino un frequente desiderio di cibo per testarli in una nuova sperimentazione.

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Publicato in: Cure dolci Argomenti: , , , Data: 26-04-2013 10:35 AM


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