SCELTE

Contraccezione permanente pro e contro

di Alma Pantaleo
Soluzione poco conosciuta in Italia. Essure è la tecnica più innovativa. Ma divide la scienza.

Essure, il metodo di contraccezione definitiva ancora poco conosciuto in Italia.

La contraccezione permanente è una scelta radicale che viene adottata quando si decide definitivamente di non mettere più figli al mondo o quando ci sono, per diversi motivi, controindicazioni assolute ad affrontare una nuova gravidanza. Molte donne scelgono di ricorrere a questo tipo di contraccezione perché le diverse metodiche temporanee, come la pillola anti-concezionale o la spirale (dispositivo intrauterino), non sono sicure al 100% e possono avere in alcuni casi effetti collaterali e controindicazioni.
METODI VECCHI E NUOVI
Fino a qualche anno fa, le signore che optavano per questa «soluzione definitiva» non avevano altra scelta che sottoporsi all’operazione di chiusura delle tube di Falloppio, pratica che comporta un intervento chirurgico per via laparoscopica, da realizzare in anestesia generale e con un ricovero ospedaliero. Oppure fare riscorso alla vasectomia, il metodo di contraccezione permanente che coinvolge l’uomo, effettuato in anestesia locale che blocca il passaggio degli spermatozoi tramite la legatura e la resezione dei deferenti a livello scrotale alto. Ma da una decina di anni esiste un’alternativa, molto poco conosciuta in Italia ma che gli studi clinici hanno dimostrato essere efficace nel 99,74% dei casi: Essure.
UNA SOLUZIONE PERMANENTE
Pur essendo stata introdotta nel nostro Paese, ormai da un bel po’ di tempo, di questa pratica si sa poco e niente. Ma cos’è e come agisce Essure? È una soluzione contraccettiva permanente e irreversibile, riservata alle donne dai 37- 40 anni, fascia di età in cui si è ancora lontane dalla menopausa, perché si vuole scegliere di vivere una sessualità di coppia in modo sereno e si vogliono evitare i rischi per un’eventuale gravidanza. Essure lavora con l’organismo per creare una barriera naturale che ostruisce le tube e impedisce agli spermatozoi di raggiungere gli ovuli, prevenendo così la fecondazione.
MICRO DISPOSITIVI NELLE TUBE
La procedura prevede l’inserimento all’interno delle tube di micro dispositivi di nichel e titanio di circa 4 mm, a forma di spirale, mediante l’utilizzo di un isteroscopio, senza bisogno quindi di alcuna incisione. Questo strumento consente di attraversare il canale cervicale, tramite la vagina dopo il posizionamento di un semplice speculum, e di visualizzare l’interno della cavità dell’utero, identificando i due osti tubarici dove posizionare queste micro-spirali.

Micro dispositivi di nichel e titanio di circa 4 mm, a forma di spirale, vengono inseriti all'interno delle tube.

UNA BARRIERA NATURALE
Nelle settimane seguenti il piccolo intervento si crea, come reazione naturale dell’organismo, una barriera naturale di tessuto fibroso attorno agli inserti che impedisce agli spermatozoi di raggiungere gli ovuli, che continueranno a essere rilasciati dalle ovaie ma che saranno riassorbiti dal corpo. Durante questo intervallo è importante che le pazienti utilizzino un metodo contraccettivo diverso dalla spirale, per prevenire possibili gravidanze. Dopo tre mesi – periodo durante il quale sarà avvenuta l’occlusione completa delle tube – per dare la certezza della perfetta riuscita dell’operazione, si effettua un test a raggi X che verifica la corretta posizione degli inserti e il blocco.
PERPLESSITÀ SUL METODO
Come per tutte le procedure mediche è giusto valutarne pro e contro. La stessa comunità scientifica è divisa sul metodo. Paola Piattella, ginecologa del Centro Adolescenti A.I.E.D. di Roma e consulente in Sessuologia, boccia Essure: «Si tratta di un metodo più adatto a situazioni ‘estreme’ in cui le donne hanno, cioè, gravi difficoltà a gestire la contraccezione». E ne sottolinea i contro: « È invasivo, non reversibile – per poterlo eliminare è necessario sottoporsi ad una seconda operazione – e può dare controindicazioni quali irregolarità del ciclo mestruale e sanguinamenti anomali».
PERCHÈ SCEGLIERE ESSURE
C’è chi, invece, come Moreno Dindelli, dirigente medico della divisione di Ginecologia del San Raffaele di Milano, promuove a pieni voti il metodo contraccettivo permanente: «La tecnica Essure è stata approvata in Australia, Canada e Singapore nel 1999, in America e in Italia nel 2002. Da allora sono stati posizionati più di 450 mila dispositivi in tutto il mondo». E spiega a Letteradonna.it i vantaggi di Essure: «Non necessita di anestesia generale con tutti i rischi associati, non prevede incisioni, bruciature né l’assunzione di ormoni. La procedura dura pochi minuti (meno di 10) in day hospital e con una blanda sedazione».
UN TEMA POCO DIBATTUTO
Insomma resta alla donna l’attenta valutazione dei metodi di contraccezione definitivi, compreso Essure che è potenzialmente una validissima alternativa all’operazione di chiusura delle tube o alla vasectomia. Fondamentale è, in ogni caso, giungere alla decisione di sottoporsi a un intervento del genere correttamente informate e consapevoli della non reversibilità delle procedure. La contraccezione permanente non è, infatti, un tema di cui si sente parlare spesso nonostante molte donne potrebbero trarne benefici.

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Publicato in: Fertilità Argomenti: , Data: 20-02-2013 12:43 PM


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