DON'T SMOKE

Sigarette killer, è allarme rosa

di Alma Pantaleo
Il fumo aumenta il rischio di tumore al polmone per le donne. Lo afferma una ricerca Usa.
Il fumo aumenta il rischio di tumori ai polmoni per le donne.

Il fumo aumenta il rischio di tumori ai polmoni per le donne. (Thinkstock)

Il tabacco uccide, si sa. Ma c’è di più: le vittime in aumento sono le donne. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine (NEJM) secondo cui negli ultimi decenni il rischio di ammalarsi di cancro al polmone per la popolazione femminile degli Stati Uniti è aumentato drammaticamente. Per gli esperti, in Italia la situazione è senza dubbio migliore, ma è solo questione di tempo, il trend statunitense tenderà a diffondersi in tutti i Paesi occidentali sviluppati.
MORTALITÀ LEGATA AL FUMO
Lo studio, condotto dal Dott. Michael Thun, vice presidente dell’American Cancer Society, ha analizzato il trend della mortalità per malattie correlate al fumo su un periodo compreso tra il 1959 e il 2010 – diviso in tre intervalli temporali distinti: 1959-1965, 1982-1988 e 2000-2010 – e su un campione di circa 2,2 milioni di adulti che durante quel lasso di tempo avevano nel frattempo raggiunto i 55 anni e più. I ricercatori hanno quindi confrontato i rischi assoluti e relativi in base al sesso e allo stato di fumatore dei pazienti presi in esame.
LE DONNE SI AMMALANO QUANTO GLI UOMINI
Il risultato? Mentre nel 1960 gli uomini erano cinque volte più esposti al rischio di morire di cancro ai polmoni rispetto alle donne, a partire dal 2000 si è riscontrata la stessa probabilità di contrarre il carcinoma per entrambi i sessi. Non solo. I dati raccolti dallo studio hanno evidenziato come nel 1960 per le fumatrici la possibilità di morire o ammalarsi di tumore ai polmoni era di 2,7 volte superiore rispetto alle non fumatrici, mentre nel 2000 i rischi per le ‘smokers’ sono aumentati di quasi 26 volte. Dati, questi, che hanno compensato in negativo l’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione dovuto anche ai progressi della medicina dell’ultimo mezzo secolo. «Il forte aumento del rischio tra i fumatori di sesso femminile si è perpetrato per decenni dopo che i gravi rischi per la salute del fumo erano stati ben stabiliti», ha spiegato il Dott. Thun.
I FUMATORI PERDONO 10 ANNI DI VITA
A conferma di quanto sia dannoso il tabacco per la salute, un altro studio correlato a quello americano e pubblicato nel 24esimo numero del New England Journal of Medicine ha evidenziato come le persone che fumano perdono circa dieci anni di vita rispetto alle persone che non hanno mai fumato. La ricerca, guidata dal Dott. Prabhat Jha, epidemiologo e direttore del Centro per la Ricerca sulla Salute globale di Toronto, ha anche il merito di incoraggiare i fumatori a mollare una volta per tutte le sigarette perché, come afferma lo stesso Jha, «non è mai troppo tardi per smettere».
SMETTERE PRIMA DEI 30 ANNI AZZERA I RISCHI
Se infatti, spiega lo studioso, rinunciare al vizio del fumo dopo i 40 anni è molto difficile – il 90% delle oltre 220 mila persone esaminate nello studio dell’Università di Toronto non ce l’ha fatta –, buttar via il pacchetto di sigarette prima dei 30 anni riduce quasi totalmente il rischio di ammalarsi, e spegnere l’ultima cicca prima dei 40 può restituire fino a 9 di quei 10 anni di vita che il tabacco ‘ruberebbe’ ai fumatori.

Spegnere l'ultima sigaretta prima dei 30 anni azzera i rischi.

Spegnere l'ultima sigaretta prima dei 30 anni azzera i rischi. (Thinkstock)

UN TREND PREOCCUPANTE E IN ESPANSIONE
Secondo Filippo De Marinis, direttore della I Unità Operativa di Pneumologia Oncologica dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, «il fatto che il rischio per la donna sia diventato uguale a quello per l’uomo apre molti fronti: adesso, rispetto a prima, bisogna considerare che anche i polmoni sono un organo critico per la donna e che il tumore polmonare non colpisce solo l’uomo». E riguardo il quadro nel nostro Paese spiega a LetteraDonna.it: «In Italia la situazione è un po’ diversa rispetto agli Stati Uniti, è leggermente migliore. Ma è chiaro che quello americano è un trend che col tempo tenderà a riverberarsi su tutti i Paesi occidentali sviluppati. Ciò – specifica il professore – dipende dal fatto che molte più donne giovani fumano rispetto a prima, mentre nei soggetti maschili il dato è in diminuzione».
SIGARETTE ‘LEGGERE’, TRAPPOLA PER DONNE

Ma per quale motivo c’è stata questa inversione di tendenza per il gentil sesso? Per il prof. De Marinis «i soggetti femminili nei Paesi industrializzati entrando nel mercato del lavoro hanno iniziato ad assumere le stesse cattive abitudini e di conseguenza hanno iniziato ad accusare gli stessi problemi degli uomini. In secondo luogo le donne hanno iniziato a fumare sigarette di tipo diverso (pensando così di salvaguardare maggiormente la propria salute), più o meno arricchite da varie componenti ed essenze e questo ha provocato un aumento di tutte le malattie, principalmente neoplastiche. Questo perché  – spiega – la cosiddetta «sigaretta leggera» ha imposto un consumo di tabacco maggiore e le essenze in esse contenute hanno favorito un’inalazione più profonda da parte delle donne. Ciò ha fatto sì che nel tempo sia cambiato il principale istotipo polmonare». I risultati di questi studi possono rappresentare un validissimo strumento di prevenzione per le donne fumatrici. Che per salvaguardarsi hanno un’unica soluzione: dire no alle bionde.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , Data: 12-02-2013 12:07 PM


Lascia un Commento

*