PREVENZIONE

Quando le vitamine fanno male

di Simona Peverelli
Le liposolubili possono essere pericolose per la salute. Occorre una prescrizione medica. E prudenza.
Un consumo eccesivo di vitamine potrebbe mettere a rischio la salute

Un consumo eccessivo di vitamine potrebbe mettere a rischio la salute. (Thinkstock)

Le vitamine, è noto, fanno bene. Ogni problema ha la sua: c’è la C che protegge dai radicali liberi, la D se manca il calcio, o la K per la coagulazione del sangue. Ma attenzione, alcune di queste vanno prese con le pinze, perché un consumo eccessivo potrebbe mettere a rischio la salute. Non c’è nulla da temere per tutte quelle cosiddette idrosolubili, che il corpo provvede a smaltire naturalmente attraverso i reni. Il rischio si affaccia quando si assumono le liposolubili, cioè diluibili nei grassi, come la A, D, E e la K, che vengono assorbite dall’organismo e che quindi richiedono la prescrizione del medico. Sono chiamati in causa, perciò, tutti coloro che integrano la dieta con prodotti vitaminici in maniera imprudente.
MEGLIO CHIEDERE AL MEDICO
I beveroni e le pillole in libero commercio «non sono rischiose perché formate da sostanze idrosolubili – ha spiegato Antonio Ettore Pontiroli,  primario di medicina dell’ospedale San Paolo di Milano -  quelle che richiedono la ricetta, invece,  sottopongono chi le consuma a un rischio teorico». Perciò, se ci si limita ad assumere vitamine a tavola e finché non si entra in farmacia con ricetta alla mano, si può stare tranquilli.
EVITARE GLI ECCESSI
Il problema sorge quando non si seguono le istruzioni del medico e si esagera con il dosaggio. «Esiste il rischio teorico da intossicazione di vitamina D, ad esempio – ha spiegato l’esperto – si rischia infatti l’ipercalcemia, una patologia che provoca una sensazione di grave sonnolenza , ma anche nausea, vomito e diarrea, e che alla lunga può causare anche l’insorgere di calcoli. Si tratta di casi rari ma conclamati e tutti legati all’eccesso di dosaggio».
IL CASO DELLA D
La vitamina D viene prescritta solitamente in due circostanze molto diverse: per curare il rachitismo infantile, oppure l’osteoporosi nelle persone anziane. Insomma da un capo all’altro della vita può accadere che il corpo abbia bisogno di questa sostanza, ma nel primo caso il controllo dei genitori e del medico limita al minimo le possibilità di sovradosaggio, più a rischio è invece la persona in là con gli anni.
I RISCHI DELLA C
Un’altra da maneggiare con cura è la vitamina C, che se non viene consumata attraverso la cara vecchia spremuta invernale, ma in pillole, «può causare anche i calcoli renali – ha proseguito Pontiroli – perché tende ad acidificare le urine, per cui può accadere che in certi soggetti si verifichi una precipitazione di alcuni cristalli».
L’INSOLITO EFFETTO DELLA E
«Un caso a parte – ha concluso il primario – è quello della vitamina E, che potremmo definire una ‘liposolubile insolita’, perché viene smaltita molto velocemente dall’organismo. Normalmente verrebbe prescritta come antiossidante, ma la verità è che dopo poche ore non ha più nessun effetto. Se ad esempio la assumiamo la mattina e poi mangiamo il salame alla sera, non sarà più in grado di fare il suo dovere, vista la sua azione a breve termine». Tirando le somme, se oggi nei Paesi economicamente sviluppati è ben difficile trovare sintomi da carenza vitaminica, a parere degli esperti, è più probabile registrare quelli causati da eccesso di vitamine, perché non tutti sanno che (solo alcune) possono diventare ‘cattive’.

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Publicato in: Cure dolci Argomenti: , , Data: 11-02-2013 01:10 PM


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