RICERCA

Più felici dopo il coming out

di Simona Peverelli
Rivelare la propria sessualità rende più sereni. A dirlo uno studio canadese. Che ha verificato i benefici.

Un recente studio canadese afferma che i gay, le lesbiche e i bisex dichiarati soffrono meno lo stress. (Thinkstock)

Lo ha fatto Ricky Martin, il nostro Tiziano Ferro e persino Angelina Jolie, che ha messo su famiglia con l’ambitissimo Brad Pitt, ma che tempo fa aveva confessato la propria bisessualità ammettendo di amare anche le donne. Sono tante le star che hanno fatto coming out e sembra che nessuna di loro se ne sia pentita. Anzi, un recente studio canadese afferma che i gay, le lesbiche e i bisex dichiarati soffrono meno lo stress. Proprio poco tempo fa, Jodie Foster aveva parlato con ironia della propria omosessualità dal palco dei Golden Globes mentre riceveva il premio alla carriera, rivelando di essere ‘single’, ma ringraziando subito dopo la sua compagna di una vita con la quale ha avuto due figli. Insomma, tutti sanno senza il bisogno di sentir pronunciare la parola fatidica, e l’attrice ne parla da sempre con il sorriso sulle labbra.  Ma lontano da lustrini e riflettori, sono tante le persone che temono le reazioni della famiglia, degli amici e dei colleghi sul lavoro. A quanto dice la scienza, però, lo sforzo varrebbe la pena.
ESAMINATE 87 PERSONE
Lo studio dall’università di Montreal, pubblicato sulla rivista medica Psychosomatic Medicine, ha esaminato 87 uomini e donne intorno ai 25 anni, tutti di diversi orientamenti sessuali: 46 gay, lesbiche o bisessuali e  41 eterossuali. Ognuno di loro è stato sottoposto a test psicologici e ha dovuto fornire test delle urine e della saliva per la rilevazione di segnali connessi allo stress.
MINORE DEPRESSIONE
Dalla ricerca è risultato che tutti coloro che avevano fatto coming out avevano livelli ormonali di stress inferiori, oltre che un minor numero di sintomi depressivi rispetto a chi non aveva pubblicizzato il proprio orientamento.  «Rendere noti i propri gusti sessuali diminuisce il timore di ricorrere in una disapprovazione sociale – ha spiegato Gianna Maria Agnelli, psicologa clinica del Policlinico di Milano – l’ansia è legata più a un dato irreale che a un dato di realtà. Nella misura in cui immagino le conseguenze di una mia scelta, le emozioni si ingigantiscono, mentre quando il problema da interiore diventa oggettivo, il singolo riesce ad affrontarlo».
MIGLIORA L’AUTOSTIMA
Verrebbe da dire, allora, che questo discorso può valere per tutte quelle persone che hanno un segreto, e  che poi trovano la forza di rivelarlo. «Senza dubbio, riuscire a manifestare una questione celata a lungo determina un miglioramento dell’autostima – ha aggiunto la dottoressa Agnelli – perché il singolo riconosce di aver avuto coraggio e, di conseguenza, ha una miglior percezione di sé».
COMING OUT COME TOCCASANA
Ma c’è un dato della ricerca che lascia sorpresi e che anche gli studiosi non sono riusciti a spiegare, e cioè che, tra le persone di sesso maschile esaminate, quelli gay e i bisessuali dichiarati avevano livelli di stress inferiori rispetto agli eterosessuali. Che il coming out sia un vero toccasana? A sentir parlare Ricky Martin sembrerebbe di sì: «È incredibile, vorrei farlo di nuovo», ha detto poco tempo fa parlando della propria confessione del 2010.
NON FUNZIONA PER TUTTI
Insomma verrebbe da dire che rendere nota la propria sessualità sia la cosa migliore da fare. Ma questo discorso, in realtà, non vale per tutti. «Io valuterei prima se il paziente ha le risorse per affrontare il coming out – ha precisato la psicologa del Policlinico – perché alcuni soggetti corrono il rischio di uno scompenso, come problemi relazionali o un ulteriore carico di stress».

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , Data: 04-02-2013 01:08 PM


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