PREVENZIONE

Passeggiare, così si allontana l'ictus

di Alma Pantaleo
Camminare almeno mezz'ora al giorno dimezza i rischi per le donne. Lo sostiene uno studio iberico.
Camminare almeno mezz'ora al giorno dimezza il rischio di ictus per le donne.

Camminare almeno mezz'ora al giorno dimezza il rischio di ictus per le donne. (Thinkstock)

Non fa solo bene alla linea. Camminare proteggerebbe le donne dall’ictus. A stabilirlo è uno studio epidemiologico condotto presso il Murcia Regional Health Authority, in Spagna, secondo cui fare passeggiate mezz’ora al giorno – per una media di 3 ore e mezzo a settimana – contribuirebbe a diminuire del 50% il rischio di ‘stroke’ nelle signore. Una ricerca, questa, i cui risultati per gli esperti sono molto interessanti soprattutto considerando che l’ictus colpisce ogni anno 15 milioni di persone nel mondo.
BENEFICIO ROSA
L’analisi, guidata dal Prof. José María Huerta, si è basata su uno studio europeo su cancro e nutrizione concluso nel 2006 e condotto su un campione di 30 mila persone, 13.576 uomini e 19.416 donne di età compresa tra i 29 e i 69 anni. I partecipanti hanno fornito i dettagli sul tipo di attività fisica svolto quotidianamente e sul tempo speso per fare sport, oltre che su dieta, abitudini di vita e storia medica. Dopo un follow up durato 12 anni, sono stati registrati 210 casi di attacco ischemico transitorio e 442 casi di ictus (80% ischemico, 10% emorragico, 7% emorragia subaracnoidea). Ma ecco il dato più interessante: incrociando le varie informazioni sui pazienti si è notato che nelle donne che camminavano mediamente per almeno 210 minuti a settimana il rischio di ictus risultava ridotto del 43%. Un beneficio tutto rosa, quindi, visto che per gli uomini non è stato dimostrato alcun effetto protettivo specifico dell’attività fisica nei confronti dell’ictus.
MEGLIO UNA CAMMINATA
Ma non finisce qui. I ricercatori hanno rilevato che le donne che svolgevano un altro tipo di attività fisica, anche più faticosa, ma per un minor periodo di tempo, avevano meno benefici rispetto a quelle che camminavano. In sintesi, fare un’ora di aerobica tre volte a settimana non è risultato efficace tanto quanto camminare per 30 minuti al giorno. Per Vincenzo Di Lazzaro, direttore della cattedra di Neurologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, «i risultati di questo studio sono molto interessanti in quanto non solo confermano che un’attività fisica moderata e regolare determina effetti positivi sulla salute, ma suggeriscono anche un’azione protettiva specifica in una malattia estremamente comune e disabilitante come l’ictus cerebrale». E sull’effetto benefico che l’attività fisica eserciterebbe in particolare sulle donne, spiega a Letteradonna.it: «È noto che uomini e donne hanno una diversa suscettibilità verso alcune malattie e potrebbero, quindi, avere anche una diversa sensibilità verso eventuali fattori protettivi. Tuttavia, gli stessi autori della ricerca suggeriscono di usare prudenza nell’interpretazione di questi dati in quanto essi potrebbero dipendere da aspetti puramente metodologici e da differenze nello stato iniziale di salute degli uomini e delle donne coinvolti».
UN MALE MOLTO DIFFUSO
Quindi secondo il Dott. Di Lazzaro: «Nell’attesa che ulteriori studi chiariscano questo punto, resta comunque valida sia per gli uomini che per le donne la raccomandazione a praticare regolarmente attività fisica. Vale anche la pena di ricordare – conclude – che una attività fisica regolare protegge il cervello non solamente dall’ictus, ma anche da malattie altrettanto gravi come le demenze, infatti, numerosi studi dimostrano che l’attività fisica rallenta la progressiva atrofia cerebrale associata all’invecchiamento e alle patologie neurodegenerative». Insomma, ben vengano ricerche come questa, che gettano luce su un problema sanitario di grande rilievo come quello dell’ictus, che colpisce ogni anno 15 milioni di persone nel mondo (provocandone la morte di quasi 6 milioni). Basti pensare, come spiega il Dott. Di Lazzaro, che «la mortalità a 30 giorni dopo un ictus ischemico, vale a dire causato dall’occlusione di un vaso cerebrale, è pari a circa il 20%, mentre quella a un anno è prossima al 30%» e che «la mortalità a 30 giorni dopo ictus emorragico, dovuto cioè alla rottura di un vaso, è pari al 50%». Cifre impressionati che devono spingere soprattutto noi donne – visti i risultati dello studio spagnolo – a metterci in moto e fare qualche passeggiata in più.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , Data: 15-01-2013 01:46 PM


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