HEALTH CARE

Emicrania, quel mal di testa insopportabile

di Silvia Soligon
Compromette la qualità della vita. Meno stress, no alcol, farmaci giusti. Così si combatte.
Emicrania.

 Il Global Burden Diseases ha incluso nel 2013 l’emicrania fra i disturbi che compromettono significativamente la qualità della vita.

Può comparire improvvisamente o essere anticipata da disturbi come irritabilità o problemi alla vista, dare fastidio per qualche ora o durare per giorni. Ma c’è una caratteristica che non cambia mai: l’emicrania fa male.
IL RICONOSCIMENTO UFFICIALE
Il dolore pulsante può provocare nausea, vomito o, addirittura, svenimenti. Chi ne soffre sa che è difficile convivere con questo disturbo, soprattutto se diventa cronico. A mettere il sigillo su quanto possa essere debilitante è il Global Burden Diseases, progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nato con l’obiettivo di chiarire quali siano gli effetti di malattie, traumi e fattori di rischio sulla salute della popolazione mondiale e che nel 2013 ha incluso anche l’emicrania fra i disturbi che compromettono significativamente la qualità della vita.
UN DISTURBO AL FEMMINILE
Secondo quanto riportato sulle pagine della rivista Lancet questa forma di cefalea occupa l’ottavo posto nella classifica delle malattie e dei disturbi che causano invalidità nel mondo. A soffrirne di più sono le donne tra l’adolescenza e la menopausa, che ne sono colpite tre volte più spesso rispetto agli uomini. Un ruolo determinante in questa differenza è giocato dagli ormoni, tanto che prima dei 10 anni e dopo i 70, quando le differenze ormonali tra uomini e donne sono ridotte, l’incidenza del disturbo è simile tra i due sessi. Tuttavia, ci sono anche altri fattori responsabili.
IL CIBO NON HA COLPE
Come spiega a Letteradonna.it Luigi Alberto Pini, presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, «questa è una malattia su base ereditaria, ma quella che si eredita è solo la predisposizione alla malattia. Se non ci sono stimoli esterni, ad esempio lo stress, non compare». Per questo la prima raccomandazione terapeutica è modificare lo stile di vita, riducendo, ad esempio, lo stress o il consumo di alcol. Per quanto riguarda, invece, l’alimentazione, le associazioni tra emicrania e cibo «sono più miti che realtà. C’è chi incolpa i crostacei, chi il cioccolato, ma i casi “veri” sono rarissimi. Rimane, però, il fatto che ridurre l’apporto calorico della propria dieta è una buona regola di prevenzione».
CURARSI DAL MEDICO DI FAMIGLIA
L’esperto sottolinea l’importanza di porre rimedio a questo disturbo prima che diventi cronico. «Bisogna curarsi perché quello che fa male alla testa è il dolore, non sono i farmaci». Ma quali sono i passi da compiere per battere l’emicrania sul tempo? Primo fra tutti, fare affidamento sul proprio medico di famiglia che, spiega Luigi Alberto Pini, «dovrebbe capire se si tratta di una forma primaria o secondaria, ad esempio dovuta a un mal di denti». Infatti secondo l’esperto «gli strumenti più potenti per la diagnosi sono la visita e l’anamnesi», cioè la raccolta delle informazioni utili per riconoscere la malattia.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , Data: 02-05-2013 09:10 AM


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