SALUTE IN TAVOLA

Tiroide, sì a iodio e selenio

di Antonella Rossi
Due sostanze che ne migliorano la funzionalità. Attenzione invece a eccesive dosi di calcio e cavoli.
Il pesce contiene iodio, sostanza indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei. (Getty)

Il pesce contiene iodio, sostanza indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei. (Getty)

Alimentazione e tiroide. Sì, quello che mangiamo può essere un valido aiuto per il corretto funzionamento di questa ghiandola. Situata nel collo, alla base della gola, la tiroide secerne ormoni fondamentali per il benessere di tutto l’organismo. Tra le malattie più comuni, ipertiroidismo e ipotiroidismo, entrambe legate alla produzione di ormoni tiroidei. Sia nel caso di una produzione eccessiva, che in quello contrario, si verificano conseguenze per la salute: tra le più diffuse, aumento di peso, depressione, irregolarità mestruale e infertilità.
SÌ ALLO IODIO
Tra gli alimenti da assumere senza esagerare c’è il calcio, soprattutto se si seguono terapie ormonali sostitutive connesse proprio a patologie della tiroide: «Il calcio può interferire con l’assorbimento dell’ormone tiroideo assunto per via orale da pazienti affetti da ipotiroidismo», ha spiegato a LetteraDonna.it  il professor Alfredo Pontecorvi, direttore della cattedra di Endocrinologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Un discorso analogo vale per il latte di soia, usato spesso dalle donne in menopausa perché ricco di fitoestrogeni (sostanze vegetali che, simili agli estrogeni umani, possono alleviare alcuni dei disturbi più comuni legati alla menopausa, come ad esempio le vampate di calore). Ma ci sono anche sostanze amiche della tiroide: «L’unico alimento davvero utile per il suo buon funzionamento è lo iodio, indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei», chiarisce Pontecorvi. Presente nel pesce e in molte verdure, deve essere assunto nelle giuste quantità, né troppo né troppo poco. L’Organizzazione mondiale della Sanità ne consiglia una dose giornaliera di 150 microgrammi.
AMICO SELENIO
Un valido aiuto alla tiroide arriva anche dal selenio, un minerale importante per la produzione dell’ormone tiroideo T3: «Il selenio, inoltre, sembra migliorare l’andamento di alcune patologie autoimmuni della tiroide come la tiroidite cronica e la patologia orbitaria connessa ad alcune forme di ipertiroidismo», afferma Pontecorvi.
TROPPI CAVOLI FANNO MALE
Esistono poi cibi che possono inibire la funzione tiroidea: «Se assunti in grandi quantità sono nocivi anche gli alimenti che contengono tiocianati, presenti soprattutto nelle brassicacee», aggiunge ancora l’esperto. Ne sono ricchi cavoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles e broccoli, ma anche la senape. Non è però il caso di allarmarsi: «Possono presentarsi problemi solo nel caso di un consumo quotidiano ed esagerato, come avviene per alcune popolazioni del Corno d’Africa e delle zone rurali della Cina, dove la dieta è spesso monotona, costituita quasi esclusivamente da alimenti ricchi di sostanze ad azione anti-tiroidea», conclude il professore.

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Publicato in: Corpo&Mente, Fertilità Argomenti: , , , Data: 20-12-2012 05:36 PM


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