LA RICERCA

Mamme tardi, più protette contro il cancro

di Veronica Mazza
Per chi fa figli oltre i 40 anni, si abbassa del 44% il rischio di sviluppare il cancro dell'endometrio.
Tenere sotto controllo il peso è importante nel prevenire il cancro dell'endometrio. (Getty).

Tenere sotto controllo il peso è importante nel prevenire il cancro dell'endometrio. (Getty).

Mettere al mondo un figlio in età avanzata può portare complicazioni, sia per la mamma che per il bambino. Ma una ricerca americana mette in luce un effetto positivo. Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, la gravidanza dopo i trent’anni, meglio ancora intorno ai quarant’anni, diminuisce il pericolo di sviluppare il cancro all’endometrio, la mucosa che ricopre la cavità dell’utero.
MENO 13% OGNI 5 ANNI
Lo studio si basa su dati provenienti da 17 ricerche internazionali distinte ed è stato condotto dai ricercatori della Keck School of Medicine della University of Southern California (USC). Sono stati presi in esame 8.671 casi di carcinoma endometriale e 16.562 controlli negativi e si è scoperto che il rischio scende di circa 13 punti percentuali per ogni cinque anni dopo i 30 anni. Come spiega la dottoressa Veronica Setiawan, che ha condotto la ricerca, «le donne che hanno avuto il loro ultimo figlio tra i 30 e i 34 anni hanno ridotto il rischio di sviluppare il tumore all’endometrio del 17%, che arriva fino al 32% per le donne che hanno partorito tra i 35 e i 39 anni. Dopo i 40 anni il rischio si riduce del 44%». In conclusione, la ricerca dimostra che avere una gravidanza in tarda età è un fattore significativo di protezione per questo tipo di tumore.
ATTENTE AL SOVRAPPESO
Anche se non è molto conosciuto, il carcinoma dell’endometrio in Italia colpisce circa 7.700 donne ogni anno, attestandosi come il tumore più frequente della sfera genitale femminile: «Nell’80% dei casi colpisce donne in menopausa, solo il 20% dei casi riguarda quelle in età fertile», spiega Giorgio Bolis, Direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia della Clinica Mangiagalli Università di Milano, «A rischio sono soprattutto le signore dai 60 anni in su, in particolare chi è obesa o in sovrappeso. L’eccesso di peso in menopausa comporta un’aumentata produzione di estrogeni nel tessuto adiposo, cui consegue un aumentato rischio di ammalarsi. È un tumore molto diffuso nei Paesi ad alto tenore di vita, dove le abitudini sedentarie e gli eccessi di cibo sono prassi», afferma il professore.
NON SOTTOVALUTATE I SEGNALI
Nella maggior parte dei casi il cancro si manifesta con perdite di sangue dalla vagina e grazie all’ecografia transvaginale si può valutare lo spessore dell’endometrio: «Quando è superiore ai quattro millimetri si è a rischio di tumore all’endometrio di tipo 1, il più comune e legato agli estrogeni, meno aggressivo e meno letale del tipo 2, di cui ad oggi le origini sono ancora sconosciute», afferma Bolis. Che prosegue: «In questo caso è consigliabile l’isteroscopia, che permette di visualizzare la cavità endometriale, da fare in day hospital». E, grazie alla diagnosi precoce, si può guarire: «Nel 90% dei casi la neoplasia è di tipo 1, quindi a prognosi buona, e in oltre il 85% dei casi viene scoperta quando ancora è in fase iniziale, asportando il tumore con un‘operazione chirurgica», afferma il medico. In fatto di prevenzione, oltre a fare controlli ginecologici, è importante mantenere un peso forma, grazie anche ad una costante attività fisica (basta anche camminare per 20 minuti al dì con un passo sostenuto) per combatte la sedentarietà.

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Publicato in: Fertilità, Menopausa Argomenti: , Data: 17-12-2012 04:59 PM


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