TRATTAMENTI

La fish therapy è sicura

di Mario Catania
I pesci-dottori non trasmettono malattie. Se si rispettano le norme igieniche. Attente ai falsi.
I Garra rufa sono pesci che si cibano della pelle morta (Getty).

I Garra rufa sono pesci che si cibano delle cellule morte della pelle, levigando la cute e miglirando la microcircolazione locale (Getty).

Immaginatevi di stare a mollo in una vasca con dei minuscoli pesciolini, che vi stuzzicano i piedi. Non è una tortura cinese per causarvi il solletico, ma un nuovo modo di intendere manicure e pedicure. E per trattare alcune patologie, come la psoriasi.
L’arrivo in Italia risale ormai a qualche anno fa. Ma le polemiche sull’impiego dei pesciolini-estetisti non si sono mai placate. In molti si sono scagliati contro questo genere di trattamenti, parlando di possibili rischi per la salute dei pazienti. LetteraDonna.it ha chiesto il parere di un esperto
LA SCOPERTA CASUALE DI UN PASTORE TURCO
Si chiama fish therapy e si avvale del prezioso aiuto del Garra rufa, piccolo pesce d’acqua dolce calda, che vive nella zona compresa tra Turchia, Iraq, Siria e Giordania. Si racconta che nel 1917, un pastore turco immerse casualmente la gamba ferita in una pozza popolata dai cosiddetti Doctor fish. Nei giorni successivi notò il miglioramento senza capirne il motivo. Non sapeva che i pesci si erano nutriti della pelle morta, favorendo la ricrescita delle nuove cellule cutanee grazie al dithranol, un enzima che il piccolo dottore acquatico emette naturalmente.
NON SOLO TRATTAMENTI ESTETICI
Ed è proprio così che funziona: ci si siede su una particolare poltrona, lasciando a mollo mani e piedi nelle vasche popolate dai garra rufa, che si prendono la briga di ripulire la nostra pelle dalle cellule morte, levigando la cute e rilanciando la microcircolazione locale. Per questo motivo, oltre che per ragioni estetici come la rimozione di calli e pellicine, è indicata anche per la psoriasi: produce effetti benefici alleviando i sintomi della patologia e, anche se non può essere considerata come una cura definitiva, riduce il fastidio e dona benessere temporaneo. Per provare il trattamento, che costa in media 50 euro l’ora e non è eseguibile con ferite non rimarginate, non è necessario spostarsi verso Oriente: in tutta Italia stanno nascendo centri che praticano la fish therapy.
PESCI AL SICURO
Su questi piccoli animali si è detto di tutto. C’è chi è convinto che siano un rimedio miracoloso, chi sostiene che soffrano e che non sia dunque giusto eticamente e c’è anche chi sostiene che possano trasmettere malattie. Per aiutarci a fare un po’ di chiarezza LetteraDonna.it ha sentito il dottor Oliviero Mordenti, ricercatore dell’Università di Bologna, che per due anni ha guidato un progetto di ricerca sulle caratteristiche biologiche dei Garra rufa, realizzando workshop sul tema e simulando le condizioni di vita dei pesci in cattività: «Dal punto di vista scientifico», chiarisce il dottore, «il pesce non subisce nessun tipo di stress. Naturalmente a patto che sia ben nutrito e trattato in modo corretto. Abbiamo anche testato con continuità i disinfettanti che vengono utilizzati comunemente e abbiamo constatato che puliscono l’acqua senza comportare nessuna conseguenza per il pesce, nemmeno ad alte concentrazioni».
NON TRASMETTONO MALATTIE, MA…
«Per quel che ne so, non esitsono casi registrati di zoonosi (la possibilità che una malattia vengra trasmessa da animale a uomo, ndr) con il Garra rufa come tramite», tranquillizza l’esperto. Che però avverte: «Anche qui c’è una condizione, e cioè che vengano seguite le normali pratiche di igiene sanitarie come appunto il disinfettare e il filtrare l’acqua nei modi e nei tempi corretti. L’unico problema», conlcude, «è il vuoto legislativo che c’è in Italia: non sono pesci per uso alimentare, né ornamentale e anche le Asl sono in difficoltà su questo aspetto, perché non c’è una legge specifica».
ATTENTE AI FALSI (CHE MORDONO)
Mordenti, inoltre, mette in guardia i consumatori: «Ultimamente fanno passare per Garra rufa circa un centinaio di specie che non hanno nulla a che fare col Doctor fish», avverte, «alcune che addirittura mordono. Il Garra rufa ha dei piccoli denti interni, ma per cibarsi usa le labbra con le quali succhia, secernendo un enzima che aiuta nella guarigione, senza causare abrasioni di nessun tipo».

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , Data: 11-12-2012 12:45 PM


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