ALLARME

Endometriosi, dolori e infertilità

di Veronica Mazza
Ha un forte impatto sociale. Ne soffre una donna su dieci. Perché se ne soffre e come si cura.
Malattia cronica, l'endometriosi colpisce una donna su 10. Oltre al dolore, la conseguenza più problematica è l'infertilità.

Malattia cronica, l'endometriosi colpisce una donna su 10. Oltre al dolore, la conseguenza più problematica è l'infertilità (Getty).

È invalidante, non solo in termini di salute e di benessere emotivo. Ma perfino sul fronte lavorativo. L’endometriosi, la malattia cronica infiammatoria della pelvi, porta a modificare la routine quotidiana e quella professionale delle donne che ne sono affette.
UNA MALATTIA SOCIALE
Secondo lo studio europeo Endometriosis All Party Parlamentary Group (EAPPG), per i forti dolori si perdono in media cinque giorni lavorativi al mese. Tra le donne colpite, il 14% riduce l’orario di lavoro, un altro 14% abbandona o perde l’impiego, mentre il 40% ha il timore di mettere a conoscenza della propria malattia il datore di lavoro, per paura delle conseguenze. Nel 2004 il Parlamento Europeo ha riconosciuto l’endometriosi come una malattia sociale, che colpisce una donna su 10.
MENO PRODUTTIVITÀ E PIÙ ASSISTENZA, I COSTI
Il costo medio per la donna che soffre di questa patologia è di 9.579 euro l’anno. A dirlo è il primo studio prospettico mirato ad identificare i reali costi legati alla malattia svolto dal World Endometriosis Research Foundation’s EndoCost. Bastato su un campione di 909 donne, in 12 centri di 10 Paesi europei, è stato calcolato che dal costo medio globale per donna, 6.298 euro sono legati alla perdita di produttività, mentre 3.113 sono quelli stimati per le spese di assistenza sanitaria. Quindi i costi per la perdita della produttività lavorativa dovuta al dolore sono pari al doppio di quelli previsti per l’assistenza sanitaria. Nel dettaglio: il 29% vengono spesi per terapie chirurgiche, il 19% in test di monitoraggio, il 18% in ospedalizzazione e il 16% in visite specialistiche.
FORTI DOLORI, NON SOLO DURANTE IL CICLO
Si stima che a essere colpite da questa malattia, in termini di nuovi casi l’anno, siano il 10-17% delle donne in età fertile, secondo i dati dell’AIE, l’Associazione Italiana di Endometriosi, che ha come obiettivo quello di sostenere emotivamente le donne, di informarle e promuovere la ricerca scientifica (numero verde: 800.031977). Questa condizione cronica, che si verifica quando il tessuto endometriale, che fisiologicamente riveste la parete interna dell’utero, viene a trovarsi anche in sedi anomale, principalmente nelle ovaie, tube, utero, ma anche nella vescica, nel retto e nel sigma, per il 20-25% dei casi è asintomatica: «Per il restante 75-80% il sintomo doloroso più frequente è la dismenorrea, cioè avere crampi e algie trafittive in zona pelvica durante il ciclo mestruale. Al secondo posto ci sono i dolori durante l’attività sessuale, in particolare alla penetrazione profonda. Una donna con endometriosi su tre soffre di dispareunia, con riduzione della soddisfazione fino a volte all’impossibilità di avere un rapporto. Di questo problema si parla con meno facilità con il proprio medico, quindi è spesso sottostimato», spiega il professor Paolo Vercellini, associato dell’ Università di Milano e coordinatore del Servizio di chirurgia ginecologica benigna della Clinica Mangiagalli, nonché presidente della WES (World Endometriosis Society).
INFERTILITÀ, IL DISTURBO PEGGIORE
«Tra i segnali che possono far sospettare l’esistenza di una forma profonda e infiltrante di malattia», prosegue l’esperto, «c’è anche la dischezia, cioè il dolore alla defecazione in corrispondenza del flusso mensile. L’endometriosi può inoltre causare dolori durante l’ovulazione, nel periodo tra le mestruazioni». Questa malattia cronica è associata anche all’infertilità: «L’alterazione degli organi deputati alla riproduzione, dovuta agli impianti di muscosa che causano retrazioni cicatriziali e sviluppo di tessuto fibroso, possono ridurre le probabilità di gravidanza. Tra le pazienti con infertilità, circa 40-50% è affetta da endometriosi», continua Vercellini.
MOTIVI SCATENANTI SCONOSCIUTI
Di certo si sa che l’endometriosi è una è una malattia multifattoriale, determinata da cause sia genetiche che ambientali. Ma i motivi scatenanti restano ancora sconosciuti: «Si è notato un certo grado di familiarità, per il 20% dei casi il fattore può essere di tipo genetico. Tra quelli ambientali da tenere in considerazione, c’è il forte ritardo nella ricerca della prole. Le ragazze oggi hanno il primo menarca due anni prima rispetto alle loro bisnonne e a livello nazionale il primo figlio si partorisce a 32 anni. Questo vuol dire che si ha un numero maggiore di mestruazioni, 6-7 volte tanto rispetto a 100 anni fa, aumentando così il rischio d’insorgenza della patologia», sostiene il professore.
FARMACI CONTRO IL DOLORE
Attualmente non esiste una cura definitiva per l’endometriosi: «Essendo cronica, i farmaci non guariscono la malattia, ma mirano a dare sollievo al dolore, mentre purtroppo non possono curare la sterilità. Contro il dolore insopportabile si prescrivono terapie di tipo ormonale, usando ad esempio la pillola anticoncezionale in modo continuativo e abbinando talvolta i FANS, i comuni analgesici. Con la chirurgia si asportano le lesioni endometriosiche, permettendo così, oltre ad un temporaneo miglioramento dei sintomi dolorosi, anche un parziale recupero della fertilità», conclude il professore.

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Publicato in: Corpo&Mente, Fertilità Argomenti: , Data: 10-12-2012 11:47 AM


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