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Lotta alle macchie scure

di Giulia Cimpanelli
Una donna su due ne soffre. Le regole per cancellarle: creme schiarenti e protezioni altissime.

 

Le macchie scure della pelle colpiscono una donna su due.

Le macchie scure della pelle colpiscono una donna su due.

Le macchie scure della pelle sono un problema che da sempre perseguita il genere femminile. I dermatologi, addirittura, sostengono che sia uno degli inestetismi che colpisce con più frequenza le loro pazienti. E, i dati danno loro ragione: le macchie, in termini scientifici miasmi o cloasmi, interessano quasi una donna su due e compaiono prevalentemente dopo i quarant’anni su soggetti dalla pelle piuttosto scura. Per questo italiane, spagnole, turche, greche ma anche filippine e colombiane sono particolarmente a rischio.
MOLTEPLICI LE CAUSE
La formazione di chiazze scure avviene a causa di una serie di fattori predisponenti. Oltre al già citato fototipo, una delle ragioni principali della loro comparsa è l’esposizione solare prolungata: «Chi ha preso molto sole nel corso della vita», spiega il dermatologo Stefano Veraldi dell’Università e Policlinico di Milano, «è più soggetta ad averle. Se poi l’esposizione solare è abbinata a un uso costante e prolungato di contraccettivi ormonali, come la pillola, il rischio aumenta». Gli squilibri ormonali, dunque, influenzano lo sviluppo di macchie anti estetiche: ecco perchè durante la gravidanza possono presentarsi più facilmente e dopo la menopausa si verifica un miglioramento spontaneo. Non mancano, infine, fattori di predisposizione familiare: «Chi ha madre o nonna con melasmi, facilmente sarà geneticamente predisposta», chiarisce l’esperto.
EVITARE LE TERAPIE FAI DA TE
E purtroppo le terapie per eliminare questi inestetismi non sono immediate e richiedono pazienza e dedizione. Come precisa Veraldi, «a oggi gli unici trattamenti certi e funzionanti sono costituiti da creme o gel che devono essere usati con costanza per mesi, prima di vedere degli effetti». Dunque, la prima cosa da fare è sempre rivolgersi a un dermatologo, evitando le terapie fai da te. La diagnosi clinica è molto semplice e non richiede test particolari: di solito è sufficiente una visita.
USARE PRODOTTI AD HOC
Per aiutare la pelle a tornare con un incarnato roseo e uniforme, sono utili anche alcuni prodotti. Due sono quelli maggiormente utilizzati: l’acido azelaico e l’idrochinone. Il primo, come spiega il dermatologo, si somministra in concentrazione tra il 10 e il 15 per cento, in crema o gel, e si deve spalmare sulla macchia due volte al giorno, mattina e sera. Il secondo non è presente in commercio ma lo prepara il farmacista. La concentrazione consigliata è intorno al 3 per cento e si mette sulla macchia una volta al giorno, la sera. In entrambi i casi, sottolinea Veraldi, «bisogna stare attente a stenderlo esclusivamente sul miasma perché, non trattandosi di prodotti selettivi, si schiariscono anche le altre zone della pelle». I risultati sono visibili soltanto dopo quattro/sei mesi.
LASER, ANCORA NON EFFICACI
Ma attenzione: la terapia avrà effetto solamente se supportata da creme solari a schermo totale: «Le donne con cloasmi devono utilizzare sempre la protezione 50», prosegue l’esperto, «e spalmarla sul viso tutto l’anno, ogni volta che si esce in presenza di luce. In più bisogna rimetterla ogni tre ore in modo che mantenga lo schermo protettivo». Mentre sulla tendenza a utilizzare i laser per elimare le macchie superficiali, Veraldi appare scettico: «A oggi non ne esistono ancora sicuramente efficaci», ma il dermatologo non manca di riconoscere che «la ricerca sta mostrando grande interesse nell’utilizzo di laser depigmentanti che però sono ancora in fase di studio».

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Publicato in: Menopausa Argomenti: , , Data: 03-12-2012 02:30 PM


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