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Stevia, la rivoluzione dolce

di Antonella Rossi
Il dolcificante naturale a zero calorie arriva in Italia. Non caria i denti ed è ideale per cucinare.
La Stevia in foglie non è in commercio nell'Unione Europea, tranne in Baviera.

La Stevia in foglie non è in commercio nell'Unione Europea, tranne in Baviera.

Si chiama Stevia rebaudiana, viene dal Paraguay ed è l’ultima novità in fatto di dolcificanti. La “pianta dolce”, come viene anche definita, è coltivata da secoli in Sudamerica e commercializzata in molti Paesi del mondo. In Giappone, ad esempio, da 30 anni occupa il 40% del mercato dei dolcificanti. La Stevia ha varcato (legalmente) i confini dell’Unione Europea solo l’anno scorso, dopo il parere favorevole dell’Efsa, Agenzia europea per la sicurezza alimentare. «Fino ad allora era infatti classificata come un novel food, ossia un cibo nuovo e non identificato, quindi non commercializzabile», spiega a LetteraDonna.it Pierluigi Pietta, docente di Biochimica nutrizionale all’Università di Brescia.
PIÙ DOLCE, MA SENZA CALORIE
Alla base di questo atteggiamento di chiusura verso il prodotto ci sarebbero le lobby del saccarosio e dell’aspartame, che per anni ne hanno boicottato la vendita, a tutto vantaggio di prodotti non solo ricchi di calorie, ma anche potenzialmente rischiosi per la salute: «La Stevia invece non ha nessuna controindicazione e possiede inoltre un altissimo potere dolcificante, 250-300 volte superiore rispetto a quello del saccarosio», precisa il professor Pietta.  Un concentrato di dolcezza, dunque, dovuto alle molecole steviol glicosidi che contiene. Questa non è però l’unica qualità della “pianta dolce”. La Stevia è anche priva di calorie, perfetta per chi ha problemi di linea e segue un regime alimentare controllato, ma anche per i diabetici, perché non stimola la produzione di insulina. È inoltre acarioside, non contiene dunque sostanze che intaccano i denti provocando la carie, anzi contrasta gli acidi presenti nella bocca.
LA COTTURA È SICURA
Calorie a parte, la caratteristica più importante è però il fatto di essere termo stabile, di resistere cioè al calore. A differenza di altri prodotti, come l’aspartame (che non andrebbe messo nemmeno nel caffè caldo, perché, secondo recenti studi, sarebbe cancerogeno ndr), la Stevia resiste alle alte temperature, quindi è perfetta per sostituire il saccarosio nella preparazione di dolci e altri alimenti cotti: «La possibilità di cuocere la Stevia è un vantaggio non da poco, che permette anche di associarla ad altri dolcificanti, soprattutto per chi non gradisce il retrogusto di liquirizia che la caratterizza», spiega ancora Pietta. Il sapore di liquirizia è forse l’unica nota negativa di questo dolcificante, perché può anche non piacere. È dovuto allo stediolo, una molecola contenuta non a caso anche nella liquirizia, cosa che li rende alimenti connaturali, perché possiedono caratteristiche chimiche comuni.
DOSI CONSIGLIATE
Come altri prodotti alimentari, dolcificanti e non, anche la Stevia ha delle dosi giornaliere consigliate. Secondo le tabelle ADI (Acceptable daily intake), che stabiliscono la quantità di una determinata sostanza che una persona può assumere ogni giorno, per tutta la vita, senza conseguenze per la salute, la dose ideale di Stevia corrisponde a 4 milligrammi per ogni kg di peso (il codice con cui la si identifica è E 960). Un adulto di 75 Kg quindi può assumerne 300 mg al giorno, una quantità considerevole se si considera che un cucchiaino da caffè corrisponde a 5 grammi di zucchero e che la stevia dolcifica 300 volte tanto.
BUSTINE SÌ, MA NIENTE FOGLIE
La Stevia si trova facilmente sia nella grande distribuzione che nei negozi biologici. Viene venduta in bustine, barattoli e piccole compresse, il cui prezzo è in linea con quello di altri prodotti dolcificanti. Non sono invece in commercio né le foglie né la polvere, ancora vietate dall’UE. È così in tutta l’Unione, eccezion fatta per la Baviera, che le commercializza da anni e che si è rifiutata di applicare la normativa che ne vieta la vendita. Il divieto vale anche per l’impiego nella dolcificazione industriale. Si può mettere in una tazzina di caffè, insomma, ma è vietata in pasticceria. Paradossi di una vittoria a metà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , Data: 06-12-2012 01:31 PM


Una risposta a “Stevia, la rivoluzione dolce”

  1. valeria scrive:

    Ma secondo voi va bene per la dukan?

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