ALLARME

Se il glutine minaccia la pillola

di Silvia Soligon
Le intolleranze creano disfunzioni intestinali. Che compromettono l'efficacia dei contraccettivi orali.
Il glutine è una proteina presente nel frumento e in altri cereali inclusi farro, orzo, avena, segale e kamut.

Il glutine è una proteina presente nel frumento e in altri cereali inclusi farro, orzo, avena, segale e kamut.

La celiachia è una malattia ben conosciuta. Meno noti sono, invece, gli altri problemi che possono essere scatenati dal glutine. Eppure anche essere sensibili a questa proteina provoca disturbi non trascurabili, come mal di testa, eczemi e problemi gastrointestinali. Proprio a causa di questi ultimi, chi ne soffre dovrebbe prestare attenzione ai farmaci il cui assorbimento viene alterato in caso di irregolarità delle funzioni dell’intestino. In particolare, le donne che assumono la pillola potrebbero dover fare i conti con un’efficacia contraccettiva ridotta. A lanciare l’allarme è Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, secondo cui a rischiare sono circa 84 mila italiane in età fertile.
SENSIBILITÀ, NON CELIACHIA
Alla base della sensibilità al glutine non c’è, come nel caso della celiachia, una risposta autoimmune, ma l’attivazione del più primordiale meccanismo di difesa dell’organismo, l’immunità innata. Se questa aggredisce il glutine (proteina presente nel frumento e in altri cereali inclusi farro, orzo, avena, segale e kamut) scatena una reazione infiammatoria che può portare a problemi come dolori addominali, gonfiore, flatulenza e diarrea: «I sintomi gastrointestinali che caratterizzano questi disturbi potrebbero mettere a rischio l’efficacia e la consistenza d’uso dei contraccettivi orali», spiega Graziottin. «I disturbi glutine-correlati comportano, infatti, una ridotta capacità di assorbire e metabolizzare nutrienti e farmaci, tra cui anche gli ormoni contenuti nei contraccettivi assunti per bocca». Le conseguenze? Perdite tra un ciclo e l’altro, irregolarità mestruali e diminuzione dell’efficacia della pillola.
UNA DIAGNOSI PER ESCLUSIONE
Il primo passo per non incappare in questo problema è verificare se i disturbi gastrointestinali siano dovuti a una sensibilità al glutine. Dato che i sintomi di questo disturbo possono essere gli stessi della celiachia o dell’allergia al grano è indispensabile escludere l’eventualità di soffrire di una di queste patologie, attraverso test specifici. Una volta accertata l’assenza di celiachia o allergie, è necessario verificare se i sintomi migliorano eliminando dalla dieta le fonti di glutine. Se così fosse, e se reintroducendo il glutine nell’alimentazione si dovesse ripresentare il problema, è probabile che si soffra proprio di sensibilità nei confronti di questa proteina.
CONTRACCEZIONE PERSONALIZZATA
Tuttavia, chi soffre di sensibilità al glutine non deve necessariamente rinunciare alla contraccezione ormonale: «In caso di disturbi glutine correlati», conclude Graziottin, «è opportuno scegliere un contraccettivo che bypassi la via intestinale per evitare variabilità di assorbimento e di copertura contraccettiva». Le possibili soluzioni sono due: il cerotto transdermico e l’anello vaginale. Il ginecologo potrà individuare quella più adatta ad ogni paziente in base alle sue caratteristiche individuali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Corpo&Mente, Fertilità Argomenti: , , Data: 30-11-2012 12:19 PM


Lascia un Commento

*