FALSI AMICI

I succhi non sostituiscono la frutta

di Silvia Soligon
Devono contenerne almeno il 20%, ma sono troppo zuccherati. E senza fibre. Meglio le spremute.
Grazie al nuovo decreto Balduzzi, la percentuale minima di frutta contenuta nei succhi è stata alzata al 20%.

Grazie al nuovo decreto Balduzzi, la percentuale minima di frutta contenuta nei succhi è stata alzata al 20%.

Ancora più frutta. Era il 1961 quando il governo italiano stabiliva che un succo di frutta doveva contenere almeno il 12% di frutta. A più di cinquant’anni di distanza, lo scorso 6 novembre il Parlamento ha deciso di modificare questa norma. Fra le novità introdotte dal decreto Balduzzi sulla Sanità è infatti incluso l’aumento del contenuto minimo di frutta nei succhi, che non potrà più essere inferiore al 20%. Obiettivo finale, la promozione di stili di vita più salutari, minacciati da bibite che apportano più zuccheri aggiunti che vitamine e fibre. Per questo stesso motivo l’obbligo del 20% minimo è stato esteso anche a tutte le altre bevande che, pur non essendo succhi, pubblicizzano il loro contenuto di frutta, come le aranciate.
FRUTTA O SUCCO, NON È LA STESSA COSA
Gli esperti di nutrizione ne sottolineano da tempo i benefici. Un esempio su tutti è quello delle arance: forniscono vitamina C preziosa per il sistema immunitario, aiutano a ridurre la percentuale di grasso corporeo e, grazie ai flavonoidi, proteggono dall’ictus. Di recente, però, la comunità scientifica ha puntato il dito contro i succhi, che potrebbero essere pericolosi tanto quanto le bibite gassate. I possibili rischi sono stati riassunti in un documentario sponsorizzato dai Centres for Disease Control and Prevention statunitensi, in cui gli esperti hanno sottolineato che le fibre della frutta, preziose per la salute dell’intestino, vengono eliminate durante il processo di spremitura. Non solo, i succhi non saziano ed è facile consumarne quantità eccessive, assumendo, così, calorie superflue che aumentano il rischio di sovrappeso e obesità.
TROPPI ZUCCHERI, ZERO FIBRE
«Il succo di frutta se è tale al 100%, senza zuccheri, può sostituire ogni tanto una delle cinque porzioni di frutta e verdura al giorno raccomandate», spiega a LetteraDonna.it Giovanni Merone, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione con indirizzo in Nutrizione Clinica. «Non va, però, inteso come un sostituto della frutta vera e propria, perché non contiene fibre». Purtroppo sono pochi i succhi in commercio che contengono il 100% di vera frutta. Gli altri nascondono un grande nemico, gli zuccheri aggiunti. Per questo, spiega Merone, «l’aumento della percentuale minima di frutta al 20% è abbastanza ininfluente e i succhi sono da considerare bevande zuccherate. L’Efsa. l’autorità europea per la sicurezza alimentare, stabilisce i population goal – gli obiettivi alimentari che la popolazione deve raggiungere – e ogni anno il tasso di zuccheri aggiunti viene ridotto sempre di più. Ora è arrivato al 5%, quota che viene facilmente superata già con il resto dell’alimentazione».
SPREMUTE SANA ALTERNATIVA
Meglio, quindi, mangiare un frutto piuttosto che berlo. Un brick da 125 ml di succo al 100% può essere un sostituto sporadico, ad esempio in situazioni in cui non è semplice portare con sé il frutto. Preparare spremute casalinghe da cui non viene eliminata la polpa, che è la parte ricca di fibre, resta, comunque, un’alternativa più sana.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , , Data: 28-11-2012 04:04 PM


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