LA SCOPERTA

Effetti collaterali: donne a rischio

di Silvia Soligon
Farmaci per la pressione: le signore esposte 4 volte più degli uomini. I dati di uno studio olandese.
In alcuni casi, le donne sono più esposte ai rischi degli effetti collaterali dei farmaci.

In alcuni casi, le donne sono più esposte ai rischi degli effetti collaterali dei farmaci.

A sentir parlare di “medicina di genere” si potrebbe credere che si tratti di una specialità riservata a pochi pazienti. In realtà occuparsi di questo aspetto significa concentrare l’attenzione sulla diversa incidenza delle malattie in uomini e donne e su quanto sia determinante essere maschio o femmina nella risposta ai farmaci. Infatti, le donne sono più soggette a sviluppare reazioni avverse ai farmaci. Un recente studio condotto all’Erasmus Medical Center, l’ospedale universitario di Rotterdam (Paesi Bassi), ha svelato che questo fenomeno è particolarmente evidente nel caso dei diuretici tiazidici, utilizzati per tenere sotto controllo la pressione alta, che danno effetti collaterali gravi: 4 volte più di frequente nelle donne che negli uomini.
LE COMPLICAZIONI DELL’ESSERE DONNA
Purtroppo, però, la maggior parte degli studi clinici sui farmaci viene condotta su uomini. Ciò fa sì che spesso non si tenga conto di una serie di caratteristiche dell’organismo femminile che possono contribuire all’aumento degli effetti collaterali. Una di queste è la diversa modalità di assorbimento dei farmaci, dovuta a differenze nell’acidità dello stomaco e nel tipo di recettori chimici presenti nei due generi. Inoltre le donne, che tendono ad avere una percentuale maggiore di grasso rispetto agli uomini, possono assorbire e accumulare di più i farmaci che si legano ai grassi, mentre il fatto che i reni femminili funzionino più lentamente può aumentare la permanenza dei principi attivi nell’organismo.  Infine, spesso non si tiene conto che la statura e il peso delle donne, in genere inferiori rispetto a quelle degli uomini, potrebbero corrispondere alla necessità di assumere dosi diverse dei farmaci.
CONTROLLI PERSONALIZZATI
Tutto ciò aumenta i rischi. La ricerca olandese ha svelato che le differenze fra i due generi sono particolarmente evidenti nella cura delle malattie cardiovascolari: in particolare sono stati presi in esame 8 farmaci e ben 4 possono dare reazioni avverse talmente gravi da richiedere il ricovero in ospedale. Nel caso dei diuretici tiazidici «un importante effetto collaterale è un basso livello di sodio nel sangue», ha spiegato Eline Rodenburg, autrice dello studio. «Ciò può portare a nausea e confusione. In rari casi, le persone finiscono in coma e possono morire». Secondo gli esperti i pazienti più a rischio dovrebbero monitorare i livelli di sodio nel sangue. Questa raccomandazione è particolarmente importante in caso di disturbi cardiaci o renali e al di sopra degli 80 anni o, se si stanno assumendo anche altri medicinali, dei 70 anni: «Questi farmaci», ha commentato Rodenburg, «sono utilizzati da anni, ma ciò non significa che i medici debbano essere meno attenti agli effetti collaterali. È importante tenere in mente fattori come il genere e differenze individuali. Questi controlli possono evitare ai pazienti di essere ricoverati».

 

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , Data: 21-11-2012 01:02 PM


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