TERAPIA

Quel male che è femmina

di Mario Catania
Il dolore fisco prolungato colpisce il 65% delle casalinghe. Ma una legge le tutela.
Il 65% delle casalinghe soffre di dolore cronico.

Il 65% delle casalinghe soffre di dolore cronico.

Sei casalinghe su dieci soffrono di dolore cronico, un problema che colpisce 15 milioni di italiani, in gran parte donne. Clinicamente si tratta di una forma di sofferenza fisica che si protrae per almeno tre mesi, compromettendo il benessere fisico e psichico della persona.
LE DONNE E IL DOLORE CRONICO
È ciò che risulta da un’indagine condotta a livello nazionale dall’associazione DonnEuropee Federcasalinghe insieme con Multipharma, che spiega come il 65% delle casalinghe soffrirebbe di dolore cronico, causato nel 74,4% dei casi da patologie come l’artrosi, l’osteoporosi e l’artrite reumatoide, con pesanti ripercussioni sulla qualità di vita, limitando le attività quotidiane e i rapporti sociali: «Numerosi studi scientifici – riferisce l’associazione – dimostrano che le donne hanno un rischio molto maggiore rispetto agli uomini di soffrire di condizioni cliniche in grado di causare dolore, sia per una più alta incidenza di queste patologie, sia per l’aumentata sensibilità femminile allo stimolo doloroso».
LA LEGGE IN MATERIA
L’onorevole Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale dell’associazione ha precisato che «le ricerche svolte a livello europeo e italiano hanno evidenziato come una percentuale elevata di persone, soprattutto donne, soffra di dolori ripetitivi che condizionano negativamente la loro vita. Oggi non ci si deve più rassegnare a convivere con la sofferenza fisica: esistono su tutto il territorio nazionale centri specializzati nella diagnosi e cura del dolore, abbiamo a disposizione terapie efficaci in grado di curarlo e c’è una legge, la numero 38 del 2010, che finalmente garantisce ad ogni cittadino il diritto a ricevere un’assistenza qualificata».
TUTELE E DIRITTI
La normativa in questione tutela il diritto di ogni cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. Oltre a garantire le cure mediche e specialistiche per sconfiggere le singole malattie. Nei casi di patologie gravi, inoltre, la disposizione prevede l’assistenza psicologica ai familiari in modo da garantire a tutti, senza alcuna discriminazione, «tutela e promozione della qualità della vita».
INFORMARSI FA BENE
Molte persone, tuttavia, ancora non conoscono però i propri diritti in questo ambito. Per questo motivo sono stati organizzati 11 convegni sul tema “Donne e dolore cronico, il diritto a non soffrire”. Il programma è iniziato a fine settembre e terminerà a novembre: ogni incontro sarà presieduto da un clinico di una struttura ospedaliera locale, a disposizione per rispondere alle domande del pubblico e fornire informazioni utili su che cosa sia il dolore cronico, come si cura e a quali centri d’eccellenza sul territorio è possibile rivolgersi per ricevere un’adeguata assistenza. Qui di seguito le prossime date: Palermo (20/10), Lecce (31/10), Avellino (08/11), Como (10/11) e Bologna (data ancora da definire)

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: Data: 18-10-2012 06:01 PM


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