ALOPECIA

Stop alla caduta. Forse per sempre

di Stefania Maroni
La perdita massiccia di capelli è un evento traumatico per qualsiasi donna. Ma si può sconfiggere.
Individuata la molecola responsabile della calvizie.

Individuata la molecola responsabile della calvizie.

Rappresentano un simbolo forte di femminilità e quindi sono uno strumento di seduzione. Ma sono anche la cornice che la natura ha regalato al viso e che è possibile modificare a piacere. Ecco perché i capelli sono importanti. E se per l’uomo la loro perdita non è detto che sia un dramma, per la donna equivale sempre a una vera tragedia. E molte ne sono le protagoniste (il 35% delle under 50 e il 50% delle over).
LA COLPA È NELLA MOLECOLA
Presto, però, il problema potrebbe essere risolto. Un gruppo di ricercatori americani della Pennsilvanya University ha individuato la molecola che sembra essere la responsabile della calvizie. Adesso si tratta di trovare un farmaco in grado di neutralizzarla. E i tempi non saranno di certo brevi.
LE TERAPIE DI OGGI
Ma attualmente quali sono le terapie più innovative offerte dalla scienza medica? LetteraDonna.it ha affrontato questo argomento con due dermatologi, tra i massimi esperti italiani nel trattamento dei vari tipi di alopecia.
L’EFFICACIA DEI FATTORI DI CRESCITA
L’ultima novità contro la caduta dei capelli è il Prp(Plasma ricco di piastrine): «Si tratta di una terapia rigenerativa che sfrutta l’effetto dei fattori di crescita, molecole presenti nelle piastrine, ottenuti mediante la centrifugazione del sangue prelevato al paziente stesso», spiega il dermatologo Fabio Rinaldi, presidente dell’International hair research foundation di Milano, «Una volta isolati, i fattori di crescita vengono iniettati nelle zone che presentano chiazze o diradamento. Di solito occorrono almeno due sedute. Ma in quale modo agiscono? «Regolano l’attività di vita dei bulbi, permettono alle cellule staminali ancora presenti all’interno del cuoio capelluto di stimolarli e migliorano la crescita dei fusti. A oggi, nel nostro studio abbiamo effettuato con successo oltre 1600 trattamenti di Prp per la cura di diverse patologie dei capelli, come l’alopecia androgenetica, che è la più comune, quella areata, la cicatriziale e l’alopecia universale», conclude lo specialista.
ALTRE TERAPIE
Ma oltre al Prp esistono altre nuove terapie contro la caduta dei capelli. Ce lo conferma Antonella Tosti, professore di dermatologia presso la Leonard Miller School of medicine dell’Università di Miami, che da anni è impegnata su questo fronte: «Nell’alopecia androgenetica, sono stati ottenuti risultati di un certo rilievo utilizzando potenti inibitori di alcune prostaglandine, proteine che giocano un ruolo fondamentale nella caduta dei capelli. Si tratta del bimatoprost e del latanoprost impiegati localmente sul cuoio capelluto: il primo è stato di recente approvato negli Stati Uniti per favorire la crescita delle ciglia e sono in corso diversi studi sperimentali per confermare la sua efficacia anche nel trattamento dell’alopecia androgenetica, maschile e femminile; sul secondo, invece, è già stato pubblicato un lavoro scientifico che ne dimostra la validità».
E per l’alopecia areata? «È la più difficile da trattare. Nei casi che non rispondono alle terapie di prima scelta (corticosteroidi e immunoterapia topici e fototerapia) un’alternativa può essere il laser a eccimeri, efficace soprattutto nei bambini» conclude la professoressa.

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Publicato in: Corpo&Mente Argomenti: , , Data: 11-09-2012 03:34 PM


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